Carburanti, scatta la corsa al pieno anche a Cirò Marina, cresce la paura delle chiusure

Distributori presi d’assalto dal primo pomeriggio anche nel comprensorio. Le notizie sulle proteste e sulle difficoltà di approvvigionamento alimentano la preoccupazione, ma non risulta confermata una chiusura generalizzata degli impianti.

Lunghe file ai distributori, automobilisti in attesa e colonne di veicoli che si estendono lungo le principali vie del paese. Anche a Cirò Marina la paura di rimanere senza carburante sta facendo scattare la corsa al pieno. Secondo le segnalazioni dal territorio, le code sono cominciate nelle prime ore del pomeriggio e risultano ancora consistenti in serata, con situazioni analoghe riferite anche presso le stazioni di servizio del comprensorio.

A spingere gli automobilisti verso le pompe è il timore che nei prossimi giorni diventi difficile fare rifornimento. Le notizie sulle mobilitazioni e sui problemi nelle consegne si accompagnano alle voci di possibili chiusure, alimentando un clima di incertezza che si traduce in un afflusso concentrato ai distributori.Il quadro regionale presenta effettive criticità.

Nella giornata di oggi LaC News24 ha segnalato code nel Cosentino, da Acri alla Valle del Crati e lungo la costa ionica, insieme all’esaurimento delle scorte in alcune stazioni Eni. Una situazione che mostra come la preoccupazione stia interessando più territori della Calabria.Sul fronte degli approvvigionamenti pesa anche il blocco degli accessi alla raffineria Eni di Taranto, legato alla vertenza dell’ex Ilva. Secondo quanto riportato da Reuters, l’impianto rifornisce Puglia, Basilicata e Calabria; Eni ha comunicato che oltre cinquanta delle circa trecento stazioni servite dalla raffineria avevano già esaurito il carburante. Il dato riguarda complessivamente la rete interessata, non la sola Calabria.

A questo scenario si aggiungono le mobilitazioni annunciate per i prossimi giorni. La stampa regionale ha riportato un fermo dell’autotrasporto dal 16 ottobre. QuiCosenza riferisce inoltre dell’annuncio del Movimento Popolare Nazionale di quattro presidi fissi, sempre dal 16 ottobre, a Gioia Tauro, nell’area aeroportuale di Lamezia Terme, a San Marco Argentano e nella zona dei depositi di Vibo Marina.Proteste, difficoltà nelle consegne e chiusura di tutti i distributori sono però circostanze diverse. Le informazioni consultate non consentono di presentare come certa una serrata generalizzata degli impianti di Cirò Marina e dell’intera Calabria. Allo stesso modo, le code osservate non dimostrano, da sole, un esaurimento delle scorte locali.

È proprio in questa distanza tra problemi documentati e timori sulle conseguenze che cresce l’allarmismo. Una corsa simultanea al rifornimento può aumentare la pressione sulle disponibilità degli impianti e aggravare i disagi, mentre gli automobilisti cercano certezze sulla possibilità di utilizzare l’auto per lavorare, accompagnare i figli o raggiungere un luogo di cura.Servono aggiornamenti tempestivi da istituzioni, operatori e associazioni di categoria: disponibilità effettiva del carburante, eventuali interruzioni delle consegne, durata e portata delle proteste. A Cirò Marina, intanto, il dato segnalato è quello delle lunghe file. Per evitare che l’incertezza alimenti ulteriormente la corsa al pieno, occorre chiarire che cosa sta accadendo e quali servizi siano realmente a rischio.