
Cirò Marina, ancora topi alla Don Bosco: scuola chiusa, dopo le rassicurazioni del Sindaco torna l’emergenza

Due volte lo stesso plesso scolastico chiuso in meno di un mese per la presenza di roditori. A settembre le polemiche sulla Don Bosco e il video della sindaca Panebianco, contestato da Cirò Marina Bene Comune per i toni ritenuti minimizzanti. Ora una nuova ordinanza impone quattro giorni di sospensione delle attività: lezioni ferme fino al 19 ottobre.
A distanza di appena venti giorni dalla chiusura della scuola Don Bosco, l’emergenza roditori torna a interessare gli edifici scolastici di Cirò Marina. Questa volta a chiudere i battenti è il plesso della scuola secondaria di primo grado Casopero-Filottete, in via Libertà 60, per consentire interventi straordinari di derattizzazione, sanificazione e igienizzazione degli ambienti.
A stabilirlo è l’ordinanza sindacale numero 67 del 12 ottobre 2026, richiamata nella comunicazione ufficiale dell’istituzione scolastica, che dispone la sospensione completa delle attività didattiche, amministrative e della presenza all’interno dell’edificio dal 13 al 16 ottobre. Considerato il fine settimana, gli studenti torneranno sui banchi soltanto lunedì 19 ottobre, salvo ulteriori disposizioni delle autorità competenti.
Quattro giorni di chiusura effettiva, un’intera settimana scolastica interrotta e, soprattutto, un problema che non può più essere considerato un episodio isolato.
La nuova chiusura riaccende infatti un dibattito che aveva già attraversato la città nelle scorse settimane, quando la presenza di roditori nella scuola Don Bosco aveva provocato preoccupazioni tra le famiglie, polemiche politiche e una discussa comunicazione social da parte della sindaca Mariagrazia Panebianco.
Il precedente della Don Bosco e le polemiche sulle rassicurazioni del Comune
Era il 22 settembre scorso quando il Comune di Cirò Marina, con l’ordinanza sindacale numero 63, disponeva la chiusura temporanea del plesso Don Bosco dal 23 al 26 settembre per effettuare interventi urgenti di derattizzazione, disinfestazione e sanificazione ambientale. Una decisione ufficialmente motivata dalla necessità di tutelare la salute pubblica e le condizioni igieniche degli ambienti scolastici.
La vicenda aveva immediatamente suscitato reazioni, soprattutto per la gestione della comunicazione istituzionale. In un intervento social, la sindaca Panebianco aveva fatto riferimento a un piccolo roditore, una rappresentazione contestata dal movimento di opposizione Cirò Marina Bene Comune, che il 23 settembre aveva diffuso una presa di posizione pubblica.
Il movimento aveva criticato i toni utilizzati dall’Amministrazione, sostenendo che non fosse opportuno ridimensionare le preoccupazioni dei genitori e chiedendo verifiche puntuali, interventi concreti e una strategia preventiva per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.
Al centro della contestazione anche le testimonianze di alcune famiglie, secondo le quali i bambini avrebbero segnalato la presenza di più roditori all’interno dell’edificio, circostanza che il movimento aveva chiesto di accertare. Una polemica che, alla luce dei nuovi sviluppi, assume oggi un significato ancora più rilevante.
Dalla Don Bosco alla Casopero-Filottete: due chiusure in meno di un mese
Quello che a settembre poteva apparire come un problema circoscritto a un singolo edificio scolastico oggi presenta contorni più ampi. È importante precisare che la Don Bosco e il plesso di via Libertà sono due sedi differenti e che, allo stato, non esistono elementi pubblici sufficienti per stabilire se i due episodi abbiano la stessa origine.
Resta però un dato difficilmente contestabile: nell’arco di meno di un mese, due edifici scolastici della città sono stati interessati da provvedimenti di chiusura per consentire interventi legati alla presenza di roditori. Una circostanza che impone di superare il livello delle rassicurazioni occasionali e di affrontare il problema sotto il profilo della manutenzione, della prevenzione e della gestione complessiva degli immobili pubblici.
La derattizzazione straordinaria è una misura necessaria quando emerge una criticità, ma non può rappresentare l’unico strumento di intervento. Occorre comprendere quali controlli siano stati programmati prima dell’apertura dell’anno scolastico, con quale frequenza vengano effettuati e se siano state individuate eventuali condizioni strutturali o ambientali capaci di favorire l’accesso dei roditori.
Il tema riguarda anche la manutenzione degli spazi esterni, la pulizia delle aree circostanti, la gestione dei rifiuti e l’eventuale presenza di accessi non adeguatamente protetti negli edifici.
Gli allarmi di Cirò Marina Bene Comune e il tema della prevenzione
Nella presa di posizione del 23 settembre, Cirò Marina Bene Comune aveva richiamato anche alcune criticità ambientali segnalate nella zona di via Libertà, chiedendo verifiche sui cattivi odori riferiti dai cittadini, sulla pulizia dei canali, sulla rimozione delle erbacce e sulle possibili situazioni di degrado.
Il movimento aveva inoltre sottolineato che l’avvio dell’anno scolastico costituisce una scadenza prevedibile, rispetto alla quale pulizie, manutenzione e controlli dovrebbero essere organizzati con adeguato anticipo.
Le nuove segnalazioni non dimostrano automaticamente una mancata manutenzione o un collegamento diretto con quelle criticità ambientali, ma rendono certamente più urgente verificare se le misure preventive adottate siano state sufficienti.
La questione, a questo punto, va oltre la contrapposizione politica tra maggioranza e opposizione. Quando una scuola viene chiusa per ragioni igienico-sanitarie, il disagio ricade direttamente sugli studenti, sulle famiglie e sul personale scolastico. Quando episodi analoghi interessano due plessi nel giro di poche settimane, diventa necessario interrogarsi sull’efficacia del sistema di prevenzione.
Le rassicurazioni non bastano più: servono controlli documentati e un piano per tutte le scuole
Il nuovo provvedimento pone l’Amministrazione comunale davanti a una responsabilità precisa: dimostrare, attraverso atti e interventi verificabili, che la sicurezza e la salubrità degli ambienti scolastici vengono affrontate con continuità.
Non si tratta di alimentare allarmismi né di attribuire responsabilità prima degli accertamenti. Si tratta, piuttosto, di prendere atto che il problema si è manifestato in due differenti strutture e che la risposta non può esaurirsi nella chiusura temporanea e nelle operazioni straordinarie.
Sarebbe opportuno rendere pubblico un quadro dettagliato delle attività di derattizzazione e sanificazione eseguite negli edifici scolastici cittadini, chiarendo tempi, interventi effettuati, controlli successivi e misure strutturali eventualmente necessarie.
Altrettanto importante sarebbe conoscere quali verifiche abbiano preceduto la riapertura della Don Bosco e quali accertamenti saranno effettuati prima della ripresa delle lezioni alla Casopero-Filottete. Perché il punto centrale non è soltanto eliminare l’emergenza del momento, ma impedire che una situazione simile possa ripresentarsi.
La scuola non può diventare un’emergenza ricorrente
L’ordinanza del 12 ottobre rappresenta dunque molto più di una semplice sospensione delle lezioni. È il secondo segnale, in poche settimane, di una criticità igienico-sanitaria che richiede attenzione istituzionale e una risposta organizzata.
Il confronto politico di settembre aveva visto l’Amministrazione difendere la propria gestione e il movimento Cirò Marina Bene Comune denunciare il rischio di sottovalutare le segnalazioni delle famiglie. Oggi la nuova chiusura impone di riportare il dibattito sui fatti.
La salute degli studenti non può essere terreno di minimizzazioni, ma neppure di allarmismi ingiustificati. Ha bisogno di prevenzione, manutenzione programmata, controlli documentati e informazioni trasparenti.
Perché una scuola che chiude per la presenza di topi è un problema. Due plessi scolastici chiusi, nell’arco di venti giorni, per motivazioni analoghe sono un campanello d’allarme che l’Amministrazione comunale non può permettersi di sottovalutare.










