
(NOMI) Crotone, corruzione in Sanità: 13 indagati per appalti truccati e presunte mazzette

Documenti di gara anticipati, capitolati predisposti con l’intervento delle imprese e presunti compensi mascherati da consulenze. La Guardia di Finanza ha ricostruito consegne di contanti per oltre 45mila euro.
Informazioni riservate messe a disposizione delle imprese, documentazione tecnica preparata con il coinvolgimento dei potenziali beneficiari e presunti pagamenti legati al valore delle forniture assegnate. Sono questi gli elementi al centro dell’inchiesta della Procura di Crotone su un presunto sistema corruttivo nel settore degli appalti sanitari.
Nella mattinata del 10 ottobre, i finanzieri del Comando provinciale hanno avviato la notifica di 13 avvisi di conclusione delle indagini preliminari, emessi dalla Procura della Repubblica guidata da Domenico Guarascio. Le ipotesi investigative riguardano episodi di corruzione, anche in forma associata, che coinvolgerebbero pubblici funzionari all’epoca in servizio nell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, imprenditori e professionisti.
Gli accertamenti, condotti dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria sotto il coordinamento della magistratura, hanno esaminato procedure per l’acquisto di prodotti sanitari bandite tra il 2019 e il 2021, per un valore complessivo superiore a 3 milioni di euro.
Secondo la ricostruzione accusatoria, gli affidamenti sarebbero stati condizionati attraverso rapporti illeciti tra interlocutori pubblici e operatori privati. In più occasioni sarebbero stati anticipati documenti di gara e condivise informazioni riservate sulle scelte delle stazioni appaltanti. I referenti delle imprese da favorire avrebbero inoltre partecipato direttamente alla predisposizione dei capitolati e dei disciplinari tecnici.
Il nodo dell’inchiesta riguarda dunque anche la fase in cui venivano definite le condizioni delle forniture: secondo l’accusa, alcune imprese avrebbero potuto intervenire sulle regole delle procedure e conoscere in anticipo elementi riservati, ottenendo un vantaggio rispetto agli altri concorrenti.
A questi presunti favoritismi si sarebbero accompagnati accordi economici. Gli investigatori avrebbero ricostruito compensi calcolati in percentuale sul valore delle commesse, in diversi casi dissimulati attraverso consulenze ritenute fittizie. Nel corso delle indagini, la Guardia di Finanza riferisce di aver monitorato e documentato più consegne di denaro contante, per un ammontare complessivo superiore a 45mila euro.
La vicenda pone al centro dell’attenzione la trasparenza nella gestione delle risorse destinate alla sanità. Qualora confermate, le condotte contestate comprometterebbero la concorrenza tra fornitori e l’imparzialità delle decisioni pubbliche in un settore essenziale per i cittadini. Il valore degli appalti esaminati, tuttavia, non coincide automaticamente con un danno economico accertato, né gli elementi disponibili consentono di attribuire all’inchiesta specifiche conseguenze sull’assistenza ai pazienti.
Le tredici persone indicate nel testo e nelle ricostruzioni giornalistiche consultate sono: Michele Maffei, Carla Marcella Piro, Mario Talarico, Federico Guzzo, Vito Domenico De Martino, Rodolfo Trapasso, Pantaleo Ciardi, Francesco Pio Oliverio, Josè Francisco Aloe, Francesco Masciari, Stefano Pugliese, Angelina Rizzuti e Mario Martina. Le posizioni individuali e le rispettive contestazioni dovranno essere valutate separatamente.
La conclusione delle indagini preliminari rappresenta un passaggio del procedimento e non un accertamento di colpevolezza. Tutti gli indagati sono presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna; le ipotesi formulate dalla Procura restano sottoposte alla verifica giudiziaria e al confronto con le difese.










